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Facebook Addicted: come guarirne? 1

dic9

facebook-drugOrmai sta diventando una vera e propria droga questo Facebook mietendo vittime su vittime, non ne parlo da consumatore, ma oltre l’enorme massa di persone che negli ultimi anni si è iscritta a questo social network si sta generando il fenomeno della dipendenza da Facebook. Gente che non riesce a scollarsi da questo mondo virtuale e che trova nella sua casella email flotte di inviti a gruppi o richieste di “amici” i quali molte volte sono dei perfetti sconosciuti. Prendo spunto per scrivere questo post dall’ articolo “Prigionieri di Facebook” che ho letto sul LaStampa.it in cui l’articolista espone a grandi linee i punti che ho fatto risaltare nel mio precedente post “Facebook e social network: come “rintracciare” persone”, in particolar modo fa emergere come diverse persone si stanno facendo coinvolgere da questo servizio. Ma quando nasce questa “droga“? E soprattutto chi è quella mente malvagia che ha partorito questa grandiosa idea? Ovviamente uno studente di Harvard, Mark Zuckerberg che nel 2004, all’epoca diciannovenne, concepì Facebook. Inialmente nacque come servizio per la sola Università di Harvard, successivamente  con l’aiuto di Andrew McCollum e Eduardo Saverin estese il progetto all’Università di Stanford, alla Columbia University e all’Università Yale. Col passare del tempo il progetto si estese da semplice servizio per tenere in collegamento studenti di licei e college a rete sociale aperta al grande e vasto pubblico del web. Di strada ne è stata fatta da allora, basta pensare al valore che questo sito ha raggiunto, si parla di cifre come 10 miliardi di $ robetta da poco.
Ma questa “droga” digitale new age sta colpendo a destra e sinistra (inteso politicamente anche :) basti pensare che sia Silvio Berlusconi che Antonio Dipietro hanno una loro pagina personale) e ne è prova anche Tommaso Labranca uno scrittore che è un lampante caso di dipendenza cronica da Facebook e dichiara apertamente: «Praticamente sono sempre collegato per tutte le 12 ore utili della mia giornata, pensavo proprio oggi di staccarmi, ma non ce l’ho fatta. Smetterò forse domani…» inquietante è quel forse a fondo della frase, chiaro segnale di una forte dipendenza… Personalmente penso che 12 ore della mia giornata siano da investire in ben altri modi, ma si sa il mondo è bello perchè vario. Comunque lancio un appello a chiunque legga questo articolo, se avete una cura per questa dipendenza fatelo sapere! Perchè il prossimo premio nobel, per le cazzate almeno, potrebbe essere vostro ;)

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There is one comment for this post

  1. antonio scrive:

    Spero di non diventare dipendente, mi sono appena iscritto anch’io qualche giorno fa!!!

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