Clicca qua, clicca la: come funziona il Pay To Click 2
Ammettiamolo, siamo arrivati a credere che internet sia la nuova America e che chiunque possa farci fortuna. Esperti che vendono guide per diventare ricchi in 24 ore, marketer (presunti) che ti spiegano come “investendo” (loro giustificano così la spesa per comprare il loro libri
) una cifra da poco tu possa diventare milionario nel giro di poco tempo potendoti permettere macchine di lusso, ville in zone lussose e condurre una vita non più da “perdente“, perchè non solo tu hai già i tuoi problemi e non hai mezza lira anzi loro ti accusano pure di essere uno sfigato se non acquisti la loro miracolosa super-guida-per-arricchirsi. Una persona di buon senso che sa cosa voglia dire lavorare afferra subito la truffa e li manda a stendere cordialmente, ma esistono altri metodi in rete che promettono guadagni e fanno più vittime delle guide truffaldine. Sto parlando dei siti Pay To Click (PTC), ossia quei siti che offrono guadagni per qualche click innocente sui loro banner. Certo si parla di cifre come un centesimo a click fatto, per un massimo medio di neanche 10 cent al giorno, ma il fatto che iscriversi non comporta costi (inizialmente) e il guadagno comunque sembra garantito porta numerosi utenti a iscriversi e iniziare a cliccare. Passano settimane e l’utente nota che i suoi guadagni sfiorano i 30 centesimi appena, malgrado abbia fatto registrare diversi suoi amici, e quindi decide che è ora di dare una spinta alle sue entrate. L’utente fidandosi ormai del sito decide di iscriversi come utente premium, quindi paga una somma esigua di qualche euro (o dollaro) e in cambio ottiene dei referrals (ossia altri utenti che generano click e fanno guadagnare anche te) che sono quasi sempre (io il quasi lo toglierei anche) delle macchine virtuali che autogenerano click, ossia dei bot che sono tutt’altro che persone reali.
Ma come fa a funzionare un sito del genere? Da dove genera guadagni per se stesso? Insomma, dove si cela la “fregatura”? Tralasciando che sono piuttosto numerosi i casi in cui questi siti si rivelino essere Scam (ossia non pagano gli utenti e fuggono con l’incasso), i restanti siti sfruttano un sistema piramidale economico molto simile a quello usato da Carlo Ponzi circa 100 anni fa.
Carlo Ponzi, da cui deriva l’espressione “Schema di Ponzi“, era un immigrato italiano negli Stati Uniti dove acquisì la nomea di essere uno dei più grandi truffatori della storia americana. Inizialmente si diletta in furtarelli e qualche truffa, ma una volta uscito dal carcere studia un metodo che lo avrebbe fatto diventare milionario. Ponzi riceve una lettera da una società spagnola che chiede informazioni sui cataloghi pubblicitari. Dentro la busta c’è un Buono di risposta internazionale (IRC), una cosa che Ponzi non aveva mai visto prima. Chiede allora informazioni e scopre una falla nel sistema che gli avrebbe permesso di far soldi.
I Buoni di risposta internazionale vengono inviati per posta internazionale e permettono ai residenti di una nazione di rimborsare il costo della risposta ai destinatari residenti all’estero. Il destinatario può infatti utilizzare il Buono contenuto nella lettera per richiedere nel proprio paese i francobolli necessari per spedire la risposta. Infatti, mentre nel caso di lettere spedite a destinatari residenti entro i confini nazionali, è possibile spedire direttamente i francobolli; nel caso di lettere internazionali, il destinatario non può utilizzare i francobolli della nazione del mittente, né il mittente può, nel proprio paese di residenza, acquistare i francobolli del paese estero di residenza del destinatario. I Buoni però, al tempo di Ponzi, erano prezzati al costo di affrancatura del paese di acquisto, ma potevano essere scambiati con l’ammontare di francobolli necessari alla risposta nel paese di destinazione. Laddove il valore dei francobolli fosse stato diverso nei due paesi, era possibile fare arbitraggio. L’alta inflazione del Primo dopoguerra aveva diminuito il costo dell’affrancatura in Italia in dollari statunitensi. Quindi, acquistando i Buoni in Italia e scambiandoli con francobolli statunitensi, era possibile guadagnare sulla differenza.
Il processo è dunque: inviare soldi in Italia; far acquistare da un mandatario gli IRC; farglieli inviare negli USA; scambiare gli IRC con francobolli statunitensi; vendere i francobolli. Ponzi sostiene che il saggio di profitto realizzabile, tenuto conto dei transazioni e dei tassi di cambio, è del 400%. Inoltre questa forma di arbitraggio non è illegale in quanto tale. Ponzi incoraggia amici e colleghi a scommettere sul suo sistema, promettendo loro un tasso di rendimento sugli investimenti del 50% in 90 giorni.
Costituisce una società, la Securities Exchange Company, per promuovere il suo sistema. Alcuni investono e sono ripagati come promesso. Si sparge la voce e gli investimenti cominciano ad affluire ad un tasso crescente. Ponzi assume degli agenti e paga provvigioni molto generose.
Nel febbraio 1920, il capitale di Ponzi ammonta $5.000 USD, una somma abbastanza cospicua per il tempo. A marzo ha $30.000. Ponzi inizia ad assumere altri agenti per raccogliere fondi dal New England e dal New Jersey. Chi investe denaro nella compagnia in quel periodo guadagna moltissimo e questo incoraggia altri ad investire i propri fondi. A maggio Ponzi ha raccolto $420.000 e inizia a depositare il denaro nella Hanover Trust Bank. Una volta che il suo deposito sia diventato grande abbastanza, spera di poter prendere il controllo della banca. Riesce infatti nell’intento. A luglio arriva ad avere diversi milioni. Le persone ipotecano le proprie case e investono nella compagnia tutti i loro risparmi. Molti reinvestono nella compagnia tutti gli utili.
Ponzi incamera fondi a tassi favolosi, ma un’analisi finanziaria abbastanza semplice poteva mostrare come in realtà la compagnia era in forte perdita. Nonostante questo, fino a quando i soldi continuano ad affluire a tassi crescenti, è possibile per Ponzi remunerare gli investitori ai tassi promessi. Ponzi inizia a vivere nel lusso: compra un palazzo con l’aria condizionata e una piscina riscaldata, fa viaggiare sua madre dall’Italia in prima classe in una nave da crociera di lusso. Diventa un eroe presso la comunità italiana ed è acclamato dovunque va. Putroppo però, il sistema da lui generato è destinato a crollare e non appena questo avviene non fa neanche in tempo a fuggire che viene arrestato e spedito in carcere con una pena di 10 anni, ma il suo schema divenne così famoso da resistere fino ai giorni nostri.
In sintesi come funzionano le campagne PTC? Si generano degli utenti fidelizzati che si registrano a servizi premium del sito, quindi pagano una somma per ricevere dei referrals e il sito con i soldi incassati da introiti dei publisher che mettono le pubblicità e dai ricavi che si ottengono dalle iscrizioni premium pagano i primi utenti registrati e così via, quando la piramide crolla il proprietario (admin) scappa con tutti gli incassi. Sono numerosissimi i siti che per un pagamento fanno aspettare anche sei mesi e il più delle volte col rischio di non vedere mai quei pochi soldi incassati facendo soltanto arricchire i proprietari di questi siti-truffa.
Personalmente ne ho provate alcune di campagne PTC, e ne ho anche pubblicizzate diverse in passato su altri blog, oggigiorno mi sento di dire che non è assolutamente un metodo valido per guadagnare su internet per semplici e evidenti ragioni:
- non generano incassi consistenti
- sono il più delle volte delle truffe belle e buone
- il tempo che richiede seguire siti del genere è meglio impegabile per altre faccende, piuttosto che spenderlo per guadagnare 1 centesimo
Per “fare soldi” davvero online l’unico metodo valido e realmente remunerativo è quello di produrre contenuti scrivendo articoli su blog o portali web, oppure creare siti web innovativi, creare community di utenti uniti da passioni o vendere spazi pubblicitari dentro i propri siti sono tutte cose che richiedono molto lavoro, tempo e capacità (quindi crescere culturalmente sempre per stare al passo con i tempi) perchè come dice mio padre: NESSUNO ti regala soldi, anche se a volte ci piace crederlo





Beh, che dire…hai perfettamente ragione.
Tutto va fatto con coerenza, in quanto le prese per il sedere sono tante…troppo e come al solito i pesci che abboccano ci sono.
Io uso pay per use, e guadagno pochissimo…cifre assolutamente innocue. mi chiedo quanto guadagna il sig. Payperuse.
Cmq penso che per “sfizio” qualche soldino fatto enza far nulla e con pochissima perdita di tempo sia comunque un qualcosa…un qualcosa di insignificante, ma pur sempre qualcosa.
L’importante è non farsi prendere per il sedere e fare sempre attenzione a ciò che si accetta o meno.
Testa sulle spalle
è proprio vero…nessuno regala soldi…ma lucra sulla vendita di metodi per guadagnarli apparentemente…come quelli su ebay che vendono sistemi per ottenere materiale elettronico di alto prezzo…
tutte truffe…genialità?? Certo Ponzi lo era…si fosse fermato prima…chissà!!